Non ci sono solo gli atleti, le gare e le medaglie. Dietro le Paralimpiadi c’è un lavoro silenzioso, fatto di organizzazione, assistenza e presenza costante, che permette a un evento di questa portata di svolgersi in sicurezza. Un lavoro che ha visto impegnato anche il volontariato italiano, con ANPAS, Croce Rossa e sistema sanitario coinvolti nel garantire il funzionamento dell’emergenza-urgenza sia durante i Giochi Olimpici sia durante i Giochi Paralimpici.
Le Paralimpiadi rappresentano uno dei momenti più significativi dello sport internazionale, non solo per i risultati agonistici, ma per il valore umano che portano con sé. Sono i Giochi dell’inclusione, delle storie personali, della determinazione e della capacità di superare ostacoli che vanno ben oltre il campo di gara. Ogni atleta porta con sé un percorso fatto di sacrifici, di impegno e spesso di difficoltà, trasformato nello sport in un messaggio di forza, dignità e partecipazione.
L’edizione dei Giochi ha confermato la crescita del movimento paralimpico a livello internazionale, con circa 4.400 atleti provenienti da oltre 180 Paesi, mentre la delegazione italiana ha partecipato con 141 atleti, la più numerosa di sempre, conquistando 71 medaglie complessive, risultato che conferma la qualità dello sport paralimpico italiano e il lavoro che c’è dietro ogni percorso sportivo.
Nonostante questi risultati, le Paralimpiadi continuano ad avere una visibilità inferiore rispetto ai Giochi Olimpici, con minore copertura mediatica e un numero più limitato di sponsor. Anche in Italia il tema è stato più volte al centro del dibattito pubblico, perché i premi per le medaglie paralimpiche risultano inferiori rispetto a quelli olimpici, in parte per la diversa disponibilità di risorse legate a diritti televisivi e sponsorizzazioni. Differenze che non riguardano il valore sportivo, ma il sistema che sta intorno allo sport.
Per chi lavora dietro le quinte, però, l’impegno non cambia. Per il sistema sanitario, per il volontariato e per chi garantisce la sicurezza, ogni gara ha lo stesso valore, ogni atleta merita la stessa attenzione, ogni evento richiede lo stesso livello di preparazione.
Accanto agli atleti, infatti, c’erano anche migliaia di volontari. Tra Olimpiadi e Paralimpiadi sono stati circa 18.000 i volontari coinvolti, impegnati nell’accoglienza, nell’assistenza e nel supporto logistico e sanitario. Un impegno che ha riguardato anche il sistema di emergenza, dove il volontariato organizzato ha operato in stretto coordinamento con le strutture sanitarie e con il dispositivo predisposto per i Giochi.
L’organizzazione e la responsabilità del sistema sanitario fanno capo al Medical Service Olimpico e al CREU, mentre ANPAS e la Croce Rossa Italiana operano a supporto del dispositivo, mettendo a disposizione mezzi, volontari e personale sanitario, contribuendo a garantire la copertura dell’emergenza-urgenza durante tutte le fasi dell’evento.
Il contributo del volontariato è iniziato già dal 31 gennaio, quando le prime squadre ANPAS hanno preso parte al dispositivo sanitario previsto per i Giochi, proseguendo senza interruzioni per tutta la durata delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi, con turni, servizi e attività che hanno richiesto un impegno costante e una forte collaborazione tra tutte le componenti del sistema.
Nel corso delle Paralimpiadi c’è stata anche la visita della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha incontrato gli atleti e i rappresentanti del volontariato, sottolineando il valore dello sport come strumento di inclusione e partecipazione. In quell’occasione si è svolto anche un momento di confronto con ANPAS, con l’incontro tra la ministra, il vicepresidente Anpas Cavallari ed il segretario generale Castellucci.
«Le Olimpiadi e le Paralimpiadi sono un grande evento sportivo, ma anche una prova importante per tutto il sistema di emergenza – ha commentato Cavallari –. Come ANPAS, insieme alla Croce Rossa e al sistema sanitario, siamo stati impegnati fin dal 31 gennaio nel dispositivo di assistenza dei Giochi, prima durante le Olimpiadi e poi durante le Paralimpiadi. Per noi non cambia nulla: ogni atleta, ogni gara, ogni giornata richiede lo stesso impegno. I nostri volontari hanno dimostrato ancora una volta che il volontariato organizzato è parte integrante del sistema di emergenza e che, anche lontano dai riflettori, continua a garantire sicurezza, assistenza e presenza».
Dietro ogni gara, ogni podio e ogni medaglia c’è quindi anche il contributo di chi lavora lontano dalla scena. Un impegno fatto di competenza, responsabilità e spirito di servizio, che racconta bene cosa significa volontariato: esserci sempre, per tutti, senza differenze.




