Un nuovo documento per valorizzare il lavoro di cura dei migranti
Carer ets e Anziani e non solo s.c.s. si uniscono a Eurocarers nel celebrare la Giornata europea dei caregiver con il lancio di un nuovo documento programmatico sul lavoro di assistenza familiare svolto dalle persone migranti. Il documento sottolinea l’urgente necessità di riconoscere e sostenere sia i caregiver che gli assistenti familiari che insieme portano il peso della crisi della cura a lungo termine ltc) in Europa.
Una crisi della cura a carico di famiglie e migranti
In tutta Europa questo tipo di assistenza rimane tutt’altro che accessibile, conveniente o adeguata a tutti coloro che ne hanno bisogno. Di conseguenza, familiari e amici spesso intervengono come caregiver e sovente a caro prezzo per la propria salute, il proprio impiego e il proprio benessere. Per far fronte a questa situazione, molti si affidano a badanti/ assistenti familiari, spesso migranti, che consentono di sostenere la continuità assistenziale. Ma questa soluzione presenta gravi sfide: tutele limitate, mancanza di orientamento e supporto per le famiglie, oneri finanziari e rischio di sfruttamento e abuso.
I rischi del modello attuale di assistenza
Pertanto: gli assistenti familiari sono a rischio individuale e sociale. Le famiglie che assumono assistenti familiari migranti spesso non dispongono di supporto adeguato; il lavoro di assistenza familiare rimane sottovalutato. I lavoratori devono affrontare condizioni di lavoro inadeguate, diritti limitati e isolamento sociale; la causa principale è la mancanza di investimenti e politiche pubbliche. I governi continuano a fare affidamento sull’assistenza familiare – prevalentemente migrante- come soluzione rapida, piuttosto che costruire sistemi di assistenza a lungo termine sostenibili; con il modello attuale, tutti perdono. Assistenti familiari, caregiver e assistiti soffrono tutti quando i servizi non sono adeguatamente supportati.
Le sette azioni proposte da Eurocarers
Per affrontare queste problematiche, Eurocarers invita i decisori politici a compiere sette azioni:
- Investire in servizi di assistenza a lungo termine accessibili, convenienti e di alta qualità come priorità.
- Rendere visibile e valorizzato il lavoro di assistenza familiare svolto prevalentemente dai lavoratori migranti, sensibilizzando l’opinione pubblica sul loro contributo.
- Supportare i caregiver che si avvalgono di servizi di assistenza familiare con informazioni, formazione e riconoscimento.
- Garantire la sicurezza giuridica, l’accesso ai diritti e l’inclusione sociale per gli operatori di assistenza.
- Dare priorità alla qualità dell’assistenza attraverso la formazione, il riconoscimento delle competenze e il supporto per la salute mentale.
- Regolamentare e far rispettare le tutele, garantendo salari equi, condizioni e un orientamento multilingue.
- Sostenere l’innovazione ampliando modelli di assistenza mista basati sulla comunità che garantiscano la sostenibilità




