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Il 48% degli italiani riconosce l’impegno del Terzo Settore

Gli italiani temono il futuro, ma nel Terzo Settore vedono il motore del cambiamento.

Crisi climatica, disuguaglianze e sfide sociali: cresce la fiducia nelle organizzazioni Non Profit

La crisi climatica è oggi la principale preoccupazione per il futuro: la teme il 57% degli italiani, contro il 44% nel 2022. A tinte fosche anche la visione della società italiana: 1 su 2 prevede un peggioramento, e solo 2 su 10 si dichiarano ottimisti.

Ma c’è chi agisce per cambiare le cose. Secondo una recente ricerca del Comitato Testamento Solidale, realizzata con Walden Lab su un campione di 1000 italiani over 25, il Terzo Settore è ritenuto l’attore più impegnato nel costruire una società migliore: lo afferma il 48% degli intervistati.

La fiducia cresce, insieme alla partecipazione

Il Non Profit è riconosciuto come importante:

  • Socialmente: per l’81%, contribuisce alla costruzione di una società più equa
  • Culturalmente: per l’80%, rappresenta valori positivi e condivisi
  • Economicamente: per il 77%, crea servizi di valore per la collettività

Questa fiducia si traduce in donazioni concrete:

  • Il 67% degli italiani ha donato almeno una volta nella vita
  • Il 35% ha sostenuto un’associazione Non Profit nel 2025

Le principali cause sostenute sono:

  • Ricerca medico-scientifica (45%)
  • Aiuto alle povertà in Italia (23%, in crescita)
  • Cooperazione internazionale (22%)
  • Disabilità (18%)
  • Emergenze umanitarie (24%)
  • Ambiente e tutela animale (26% complessivi)

Un futuro visto con incertezza

Il futuro preoccupa profondamente:

  • 66% teme di contrarre gravi malattie
  • 57% è allarmato da clima e inquinamento
  • Seguono timori per guerre (44%), povertà (42%), pandemie (38%), eventi naturali (22%)

Il 90% degli italiani dichiara di pensare spesso al futuro, ma solo una minoranza lo fa con serenità.

Tra le paure sul piano collettivo:

  • Diminuzione dell’uguaglianza economica (63%)
  • Calo di benessere mentale e partecipazione democratica (entrambe al 59%)
  • Solo il 50% prevede maggiore attenzione all’ambiente nei prossimi 10 anni

Il valore dei lasciti solidali

In questo scenario, cresce anche l’interesse per strumenti di solidarietà durevoli.
Dal 2023 al 2025 è aumentata la quota di italiani che conosce o valuta il lascito testamentario solidale, passando dal 22% al 33%.

“Anche di fronte alla paura, prevale la volontà di costruire una società più giusta, solidale e sostenibile” – ha dichiarato Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale e presidente della Lega del Filo d’Oro.

“Il lascito solidale rappresenta una forma concreta di speranza: un gesto accessibile a tutti, che può contribuire davvero a realizzare il futuro che vogliamo e scongiurare quello che temiamo.”

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