«Sarà una giorno speciale». Ne è sicuro Niccolò Mancini, presidente di Anpas. Sabato 24 ottobre, infatti, si celebrerà la Giornata nazionale delle pubbliche assistenze Anpas, il movimento nazionale che oggi conta oltre 500mila soci e socie, 931 pubbliche assistenze e oltre mille presidi su tutto il territorio nazionale.
«Da tre anni ormai – spiega Mancini – dedichiamo una giornata agli oltre 100mila volontari e volontarie che offrono quotidianamente un servizio inestimabile alle proprie comunità. Essere vicini alla comunità significa essere dentro la realtà locale, condividere le sue sfide e contribuire al suo benessere. Per questo la presenza capillare sul territorio rende le Anpas un punto di riferimento e anche un faro di solidarietà e assistenza, un presidio in grado di intercettare bisogni emergenti e voglia di partecipare».
Per l’occasione nei capoluoghi di provincia, nelle città e nei paesi verrà illuminato di arancione un monumento simbolico, richiamando il colore che rappresenta l’identità delle pubbliche assistenze. «Sarà un simbolo di gratitudine e riconoscimento verso il lavoro di coloro che sono impegnati nel cercare di costruire una società più giusta – continua Mancini -. È un giorno per ricordare che Anpas e le pubbliche assistenze sono sempre presenti. Una tradizione che prosegue da oltre 120 anni al servizio di chiunque abbia bisogno di aiuto. Questo impegno quotidiano non è solo riconosciuto dalle persone che assistiamo, ma anche dalle istituzioni».
Sarà anche un’importante occasione per aprire le sedi Anpas alla cittadinanza, promuovere la cultura del soccorso e valorizzare il ruolo delle pubbliche assistenze nelle comunità locali.
Anpas Piemonte, per esempio, in occasione della Giornata, lancerà ufficialmente Ritmo di Vita Next, un progetto che punta a formare e abilitare gratuitamente 1.000 giovani tra i 18 e i 24 anni nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare e nell’utilizzo del defibrillatore. «L’obiettivo – conclude il presidente di Anpas – è formare cittadini più consapevoli e avvicinare nuove generazioni al volontariato».





