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Un premio nazionale alla poesia che racconta le radici delle Pubbliche Assistenze. Il volontario ANPAS Luca Emanuele Zucchetti è stato premiato al concorso “Il Risorgimento italiano nella memoria” con un componimento dedicato alla storia, ai valori e all’identità del movimento.

Luca Emanuele Zucchetti, volontario ANPAS.

Le Pubbliche Assistenze raccontate in poesia. È il tema scelto dal volontario ANPAS Luca Emanuele Zucchetti, premiato al concorso nazionale Il Risorgimento italiano nella memoria con il componimento “Sulle pietose imprese e le umanissime ragioni (Panegirico della pubblica assistenza)”. Un riconoscimento che valorizza non solo il percorso personale dell’autore, ma anche la storia, i valori e le radici del movimento delle Pubbliche Assistenze. La sua opera è stata selezionata tra quelle pubblicate nel volume che raccoglie i lavori premiati della quinta edizione del concorso.

Volontario dal 2019 attraverso AVIS Cologno Monzese, autista caposervizio e operatore di Protezione Civile, Luca presta oggi servizio anche nel Corpo Volontari Presolana di ANPAS Bergamo. Nel suo percorso associativo ha preso parte ai progetti nazionali FAST e SEE, contribuendo alla crescita del movimento e al coinvolgimento delle nuove generazioni di volontari.

Quella di quest’anno è stata la sua quarta partecipazione al concorso. «Ho partecipato diverse volte perché considero i valori risorgimentali di libertà, uguaglianza, fraternità e mutualismo parte fondamentale della nostra identità di Italia repubblicana, del movimento delle Pubbliche Assistenze e del movimento del mutuo soccorso da cui deriviamo», racconta. «Quest’anno ho voluto portare il tema delle Pubbliche Assistenze, dopo aver scritto anche sulle Società Operaie di Mutuo Soccorso, perché per me il Risorgimento italiano è un momento storicamente vivo e tuttora innervante la società civile.»

È da questa convinzione che nasce il componimento premiato. Più che una ricostruzione storica, la poesia è una riflessione sulle radici culturali delle Pubbliche Assistenze e sul patrimonio di valori che ancora oggi le ispira.

«ANPAS, le Società Operaie di Mutuo Socorso e le cooperative, da cui noi proveniamo e a cui dobbiamo ben più che i natali, ne sono un esempio eminente», spiega Luca, ricordando come queste realtà siano espressione di un comune patrimonio di mutualismo, progresso, democrazia e libertà.

Non è un caso che uno dei versi più evocativi reciti “Deposte le armi alle pietose imprese ci demmo, a far l’Italia bella”, un’immagine che racconta il passaggio dagli ideali del Risorgimento a un impegno quotidiano fatto di assistenza, cura e vicinanza alle persone.

In altri passaggi, Zucchetti restituisce con grande efficacia il senso stesso dell’essere volontari. “Non meritò di nascere chi visse sol per sé”, scrive, indicando nel servizio agli altri la più alta espressione della cittadinanza attiva. E ancora: “Nel nostro servir con gioia, con sapienza e con puntiglio”, versi che raccontano un volontariato competente, generoso e capace di coniugare passione e professionalità.

La poesia diventa poi un vero e proprio omaggio alla storia delle Pubbliche Assistenze: “Niuna specie di soccorso è ad essi ignota, nel preservar la frale salute che s’invola”, fino ai versi “Laddove strage fia d’uno o strage di molti, il nostro lenzuolo li ha sempre raccolti” e “Fummo schiera che diede la patria a sorti nuove, siamo falange che lena il dolore; ovunque si langue, ovunque si muore.” Immagini che attraversano oltre centovent’anni di storia e restituiscono il senso più autentico del volontariato organizzato: esserci, sempre, accanto alle persone e alle comunità.

Per Luca, però, il richiamo alla storia non è mai fine a sé stesso. «Scriverne nelle mie poesie non è mero esercizio di memoria storica», spiega. «Ricordare queste radici e le nostre battaglie, insieme alle parole che ci hanno caratterizzato come movimento, ci aiuta a ricordare come e verso quale società tendere.»

Il suo è uno sguardo rivolto soprattutto al presente. «In quest’epoca di nuovi odi, di piccole patrie e di disgregazione del tessuto civile dobbiamo ricordarci che non siamo meri sussidiari di funzioni statali, ma attori e cittadini protagonisti. Abbiamo contribuito a costruire l’Italia, desiderato la Repubblica con tutti i suoi valori e oggi siamo chiamati a realizzare, nel costante lavoro di pubblica assistenza, quel sogno di universalità dell’assistenza pubblica che ci ha mossi fin dalle origini.»

Il presidente nazionale di ANPAS Niccolò Mancini sottolinea come questo riconoscimento rappresenti un motivo di orgoglio per tutto il movimento. «La poesia di Luca racconta con grande sensibilità ciò che le Pubbliche Assistenze rappresentano da oltre centovent’anni. Il nostro volontariato non è soltanto soccorso e assistenza: è cultura, memoria, partecipazione democratica e responsabilità civica. Custodire questa storia significa continuare a costruirne il futuro, coinvolgendo nuove generazioni di volontarie e volontari nei valori del mutualismo, della solidarietà e della cittadinanza attiva.»

Il concorso “Il Risorgimento italiano nella memoria”, giunto alla sua quinta edizione, nasce con l’obiettivo di mantenere vivo il patrimonio di ideali, esperienze e testimonianze che hanno contribuito alla costruzione del nostro Paese, valorizzando racconti, saggi, testi teatrali e poesie capaci di interpretarne l’eredità nel presente.

Per Zucchetti, ricordare significa anche assumersi una responsabilità verso il futuro. «Auspico che il riconoscere e il ricordare le radici comuni ci permetta di tendere a quel mondo che da oltre 120 anni i nostri soci e volontari hanno lavorato per realizzare.»

Ed è forse questo il messaggio più profondo della sua poesia. «Dal primo al secondo Risorgimento le necessità del popolo e quelle delle Pubbliche Assistenze sono sempre state intrecciate nella storia d’Italia. Ricordarlo, attraverso una poesia, significa prendersi un momento dal quotidiano soccorso per restituire, commemorare e condividere il meglio di ciò che ci anima da sempre.»

A chiudere il suo pensiero è una frase che sembra rivolgersi a tutto il movimento ANPAS: «In fondo, non siamo tutti uguali: ricordarci da dove veniamo e dove da sempre vogliamo andare è compito di ogni volontario. Si lavora in molti modi qui, ma sempre per ingentilire i cuori.»

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Silvia Malandrin
Capo Redattore – ANPAS News Magazine

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